Se molti messaggi di spam contengono solo pubblicità indesiderata, altri celano pericoli seri come tentativi di phishing, malware o furto dell’identità.
Lo spam tipico si può suddividere in tre gruppi: pubblicità innocua, e-mail tese alla raccolta di indirizzi reali e messaggi pericolosi con link o allegati dannosi. La situazione si fa particolarmente delicata quando lo spam si mescola al phishing, ad esempio con i messaggi che sembrano provenire da banche o corrieri e nei quali si chiede di inserire dati sensibili.
Anche se i provider moderni, gli antivirus e i programmi di posta elettronica come Outlook o Thunderbird offrono già un buon filtro contro lo spam, una parte arriva comunque nella casella di posta. Ecco perché è importante essere in grado di riconoscere i messaggi sospetti, a partire da comuni campanelli d’allarme come contenuti inconsueti nella riga dell’oggetto, uso di un linguaggio poco chiaro, inviti ad agire con urgenza e indirizzi di mittenti insoliti. Un’attenzione speciale va dedicata ai link: invece di cliccare subito, bisognerebbe prima controllare quale pagina viene concretamente aperta, ad esempio soffermandocisi sopra con il puntatore (sul PC/laptop) o con una pressione prolungata sullo smartphone o tablet.
Se si desidera migliorare la sicurezza della posta elettronica, è possibile contrassegnare i messaggi di spam nel programma di posta elettronica in modo mirato, così da farli rilevare automaticamente in futuro. Spesso anche i provider di posta elettronica a pagamento o le funzioni di protezione aggiuntive nei programmi antivirus offrono una protezione migliore rispetto ai servizi gratuiti. Per le registrazioni di account o newsletter di poco conto, si consiglia l’uso di indirizzi e-mail temporanei, ad esempio usando l’applicazione Trash-Mail o funzioni come «Nascondi la mia email» su Apple o «Shielded Email» su Google.
Ulteriori informazioni sono disponibili nel nostro articolo «Protezione contro lo SPAM» e nelle nostre 5 operazioni per la vostra sicurezza digitale.
