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Mi hanno hackerato il conto! E adesso?

È l’incubo di tutti i clienti delle banche: qualcuno accede al conto e lo saccheggia. Se è già successo, bisogna contenere i danni – e imparare la lezione per il futuro.

Cosa fare in caso di accesso non autorizzato al proprio conto bancario:

  • Se notate transazioni sospette o errori durante l’accesso all’e-banking, informate subito il vostro istituto finanziario e bloccate il contratto di e-banking in questione, i conti e le carte.
  • Scollegate immediatamente da Internet tutti i dispositivi che potrebbero essere stati colpiti dagli hacker o da malware e spegneteli, oppure attivate la modalità aereo. Non effettuate subito un ripristino, però, perché potrebbero servire alla polizia per le analisi forensi.
  • Modificate le password accedendo da un dispositivo diverso e non infetto. Se è possibile, impostate sempre l’autenticazione a doppio fattore.
  • Se si tratta davvero di un atto criminale, presentate denuncia penale alla polizia. Prendete nota di tutte le informazioni che avete sulla frode o l’attacco.
  • In futuro proteggetevi da accessi non autorizzati con le nostre «5 operazioni per la vostra sicurezza digitale» e i consigli per un e-banking sicuro.

Come si hackera un conto bancario?

I portali di e-banking degli istituti finanziari svizzeri godono di un’ottima protezione dagli attacchi informatici. A dire tutta la verità, oggi si può escludere la possibilità che qualche criminale riesca ad accedere direttamente ai sistemi informatici di una banca.

Un punto debole, tuttavia, è il cliente disattento: se gli hacker mettono le mani sui suoi dati d’accesso, possono accedere all’e-banking a suo nome senza che nessuno se ne accorga, ed eseguire transazioni o accedere a informazioni riservate. Ciò può avvenire, per esempio, a seguito di un attacco di phishing o un’infezione di malware specifico. A chi subisce il danno, poi, resta poco da fare se non cercare di limitare i danni.

Qual è il modo giusto di reagire di fronte a un danno?

Prima di tutto, la cosa più importante: se nutrite un sospetto, non c’è un minuto da perdere! Se poi constatate che è stata davvero commessa una frode, il contratto di e-banking interessato e i relativi conti vanno bloccati immediatamente, così da impedire ulteriori movimenti in uscita.

Ogni volta che sospettate una frode, per esempio se osservate transazioni sospette o messaggi di errore nell’e-banking, dovete informare immediatamente l’istituto finanziario per concordare il da farsi. Se la frode è confermata, denunciate il caso anche alla polizia.

Se, anche dopo aver parlato con la banca, non riuscite a ricostruire come i criminali abbiano potuto eseguire l’accesso, la prima ipotesi dev’essere che qualche sconosciuto conosce le vostre credenziali e sul dispositivo si è infiltrato un software dannoso, come un cavallo di Troia per l’e-banking.

Per prevenire ulteriori abusi dei vostri dati d’accesso (presumibilmente rubati), è consigliabile cambiare per precauzione la password della casella di posta elettronica e quelle di tutti gli account online – senza usare il computer o dispositivo mobile che potrebbe essere infetto, ma uno strumento diverso. L’accesso all’e-banking è già stato bloccato: potrete cambiare quella password in un secondo momento, dopo aver chiarito la situazione con la banca.

Dove è disponibile, inoltre, attivate l’autenticazione a doppio fattore per godere di una protezione sostanzialmente più robusta degli accessi.

Scollegate il dispositivo dalla rete e spegnetelo, oppure attivate la modalità aereo; attendete però un eventuale esame da parte della polizia prima di effettuare un ripristino.

E, non da ultimo, mettete in atto per il futuro una protezione efficace contro altri tentativi di frode. Assicuratevi quindi di seguire le «5 operazioni per la vostra sicurezza digitale» e i consigli per un e-banking sicuro – con le giuste precauzioni non darete più nessuna chance agli hacker!

 

Misure immediate in caso di sospetto:

  • Informare l’istituto finanziario e far bloccare il conto
  • Disconnettersi da Internet
  • Cambiare le password
  • Sporgere denuncia penale

Maggiori informazioni

La banca è in grado di riconoscere e bloccare gli abusi?

Alcuni istituti finanziari dispongono di un sistema di rilevamento delle frodi che segnala le transazioni sospette o addirittura le interrompe automaticamente. Con il passare del tempo questi sistemi migliorano continuamente, ma non offrono una sicurezza al 100%. E i truffatori li aggirano con sempre maggiore abilità e discrezione.

Ciò significa che ognuno deve essere responsabile in prima persona: non aspettatevi che sia solo la banca, sempre e comunque, a proteggere i vostri conti da accessi non autorizzati – pensate al phishing, per esempio.

Chi risponde dei danni?

Sulla responsabilità non esiste una risposta generale, ed è necessaria una valutazione caso per caso. Oltre alla questione della colpa, infatti, svolge un ruolo determinante l’obbligo di diligenza.

Poiché in genere i colpevoli sono ignoti e operano dall’estero, spesso le indagini penali si scontrano con tutta una serie di ostacoli, tra cui il frequente coinvolgimento di intermediari che sono all’oscuro di tutto, i cosiddetti «Money Mule», per dissimulare le operazioni. In molti casi, il denaro trasferito si può ritenere perduto per sempre.

Come regola generale, sia gli istituti finanziari che i loro clienti devono dare atto del proprio obbligo di diligenza nella gestione dei conti bancari e dei relativi fondi. Un tribunale valuterà quindi eventuali inadempienze e potrebbe anche imputare il problema al cliente, il quale per esempio potrebbe aver rivelato (consapevolmente o meno) i suoi dati d’accesso a uno sconosciuto.

Per non trovarvi costretti a studiare i rapporti di responsabilità, proteggete il vostro conto adottando misure preventive!

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